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Spiritualità


SPIRITUALITà DI MADRE MIRADIO, DONNA DEL SUO TEMPO CON UNA SUA ORIGINALITà

SPIRITUALITA’ FRANCESCANO-MIRADIANA

 

La spiritualità di Madre Miradio, che possiamo definire francescano-miradiana, è la spiritualità dell’incarnazione e della kenosis, propria della “serva dei poveri”, umile, semplice, caritatevole, abbandonata alla Provvidenza".

(cfr. Madre Miradio, Cost. 1926, 4)

 

L'istituto delle Religiose Francescane di S. Antonio, originariamente denominato delle Povere Figlie di S. Antonio, suscitato dallo Spirito Santo nella Chiesa per onorare e servire Gesù Cristo e i fratelli, è di diritto pontificio ed è aggregato, fin dalle origini, all’Ordine dei Frati Minori.
In forza di questa aggregazione, le Suore per concessione apostolica godono di tutti i favori spirituali concessi dai Sommi Pontefici ai tre Ordini Francescani, nonché a tutti i rami ed istituti che si ispirano a san Francesco, così come desiderava Madre Miradio: “… Un maggiore conforto spirituale, una fonte, a cui possa attingere la sua forza morale, e di corroborarsi più validamente in quei divini aiuti, di cui solamente il Cielo è capace largire”.
Inoltre hanno parte, così in vita come dopo morte, ai frutti spirituali derivanti dalle buone opere di tutti i componenti dei detti ordini ed istituti francescani, il cui tesoro spirituale esse vogliono arricchire con la loro consacrazione e preghiera, le loro opere di bene e di penitenza. 
Figlie dello stesso Padre, le Religiose Francescane di S. Antonio procureranno di vivere in fraterna comunione di spirito con l'Ordine dei Frati Minori e con tutti gli istituti francescani, promuovendo volentieri, con reciproca cooperazione, iniziative comuni di vita e attività francescane.
La spiritualità delle Religiose Francescane di S. Antonio, per volontà e ispirazione di Madre Miradio, è, dunque, francescana: “Lo spirito, al quale si vuole informare la Congregazione, è quello di San Francesco di Assisi, specialmente per ciò che riguarda la pratica dell’umiltà, della semplicità, della carità, del sacrificio e della  preghiera”.
La vita delle suore sarà tutta permeata dello spirito di san Francesco, che volle una radicale povertà e spoliazione di tutto se stesso come una risposta di amore incondizionato a Dio, rivelatosi in Cristo.  In fedeltà dinamica alle radici del proprio carisma, esse osservano la Regola e Vita dei Fratelli e delle Sorelle del Terzo Ordine Regolare di San Francesco approvata dal Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II e definita ed interpretata dalle Costituzioni.
Esse meditano e s’impegnano a vivere i misteri di Cristo che maggiormente rivelano il suo atteggiamento di abbandono alla volontà del Padre e  di servizio ai bisogni dei fratelli: l’Incarnazione, la Passione, Morte e Resurrezione, l’Eucaristia. Dalla contemplazione di questi misteri, sull’esempio di Madre Miradio, attingono forza e coraggio per vivere, in umiltà e povertà, al servizio di Cristo e della Parola, bramando ardentemente di configurarsi a Cristo sia con un cammino di santificazione personale e comunitaria sia con un apostolato attivo nei confronti dei fratelli, in unità inscindibile con la Santa Madre Chiesa.
“Sempre e in tutto agire unicamente per fare la volontà  dello Sposo Celeste e per piacere a Lui”: è questa  la regola suprema di vita delle RFSA: seguire più da vicino Gesù Cristo secondo la forma del Santo Vangelo, così come è proposto negli esempi e nell’insegnamento di san Francesco d'Assisi.
A imitazione di Madre Miradio, la cui vita è stata animata da un unico desiderio “vedere il Signore lodato ed amato”, esse vogliono donarsi totalmente a Dio amandolo sopra ogni cosa e vogliono dedicarsi con impegno totale e con cuore indiviso alla lode della sua gloria e all'edificazione della sua Chiesa. Per questo ripetono  sempre con Madre Miradio: “Tutto è nulla per la gloria di Dio, la nostra santificazione e il bene delle anime”.


Vita spirituale


Le Religiose Francescane di S. Antonio, già consacrate nel Battesimo, per essere dimora dello Spirito, con la professione religiosa vengono costituite nella Chiesa come fraternità di culto e di lode in Cristo, per glorificare il Padre con un cuore solo ed una voce sola.
Esse esprimono la loro risposta d’amore a Dio, che per primo le ha amate, con orazioni, suppliche e rendimento di grazie, nella ricerca e nel compimento della sua volontà. 
Facendo memoria delle proprie origini, ricordano che “la vita religiosa senza l’abito celeste della preghiera è una vita morta, e le religiose prive di questa, mortalmente verrebbero ad estinguersi, perciò il  Serafico Padre S. Francesco  raccomandava ai suoi frati di non estinguere per mezzo del lavoro lo spirito della preghiera”.
La dimensione contemplativa è fondamentale, quindi, alla nostra vita e missione. La sequela di Gesù, che è la vita della Religiosa Francescana di S. Antonio,  si radica nell’esperienza di fede. Questa esperienza di fede si alimenta e si manifesta, particolarmente, “in un vero spirito di orazione e umiltà per riposare unicamente in Dio”.
Lo “spirito di orazione” è la dimensione indispensabile per esprimere la nostra relazione filiale con Dio Padre, dalla quale dipendono tutti gli altri valori: la vita di fraternità e minorità, la vita di povertà e di servizio ai poveri, l’amore alla Chiesa, la solidarietà materna, la letizia francescana. Allora “lo spirito di preghiera” non è soltanto un atteggiamento verso Dio, verso gli altri o verso la natura, neppure una pratica ben organizzata o una recita meccanica di preghiere: è un modo di essere e di vivere di ogni RFSA in tutte le sue dimensioni e  nelle diverse circostanze della vita: nella preghiera, nel lavoro, nei rapporti fraterni, nel servizio apostolico, nell’infermità . E’ un centralizzare la propria vita in Dio, scoperto e amato quale Sommo bene, per passare dall’attivismo, dall’efficienza, dal dire preghiere ad un’intima e personale relazione con Dio.
Come  Francesco, Antonio, Chiara e Madre Miradio, esse vivono quindi la preghiera, “asilo sicuro di tutte”, come risposta, umile e fervente, alla vocazione donata dalla bontà del Padre  e accolta con meraviglia e gratitudine. È nella preghiera che esse vivono un rapporto profondo di intimità con Cristo, “Sposo celeste”  al quale “in tutte le contingenze della vita religiosa volgiamo la mente e il cuore”.  È questa intimità che accresce l’amore  e rafforza la fede, dà ali alla speranza e feconda la carità: “Dopo molte preghiere, serie e lunghe riflessioni, prevale in me il dovere di coscienza…”.  È solo da questa unione che scaturisce ed è alimentato il ruolo “profetico” della missione che consiste nell’annuncio e nella costruzione del Regno di Dio e della sua giustizia. Ecco perché Madre Miradio sollecita costantemente: “Lavorate per la Gloria di Dio altrimenti il vostro lavoro sarebbe  perduto. Ella ci invita a coltivare la dimensione “mistica” della vita consacrata,  a tendere “ad una vita interiore sempre più intensa:  fu questo desiderio di una profonda vita contemplativa a spingerla  a lasciare l’Istituto delle Alcantarine, consapevole che  “il profeta prima ascolta e contempla, poi parla lasciandosi permeare da quell’Amore di Dio che nulla teme ed è più forte persino della morte”.

“L’autentico profeta non si preoccupa tanto di fare delle opere, cosa senza dubbio importante, ma mai essenziale. Egli si sforza di essere testimone  dell’amore di Dio, cercando di viverlo tra le realtà del mondo, anche se la sua presenza può talora risultare scomoda perché offre ed incarna valori alternativi”.
È quanto ci ricorda la Tradizione del nostro Istituto: “Le nostre carissime Figlie non diano nella loro vita alle loro attività materiali la prevalenza su quelle spirituali, in modo da meritare da Gesù il rimprovero che Egli faceva alla buona Marta del Vangelo, spingendola all’esempio di Maria che aveva scelto la via migliore della sua dedizione completa al Divin Maestro”.


Ascolto e meditazione della Parola di Dio


Negli Scritti di Madre Miradio non troviamo riferimenti espliciti alla Parola di Dio o citazioni scritturistiche, cosa alquanto normale nel contesto storico in cui ella visse, che limitava l’uso diretto della Scrittura.
Ma lo “spirito di orazione”, che Francesco e Madre Miradio raccomandano, si nutre della lettura orante della Parola di Dio.  La Parola di Dio è il fondamento della preghiera delle Religiose Francescane di S. Antonio: sull’esempio del loro Patrono S. Antonio si dedicano con amore all’ascolto, alla lettura e alla meditazione di essa.
Dalla Sacra Scrittura traggono incitamento e attingono un indispensabile nutrimento per la vita di unione con Dio; da essa, in un umile e continuo cammino di discernimento, apprendono a cercare la soluzione dei problemi umani alla luce della Rivelazione. Essa, parlando al loro cuore in ascolto, rivela la volontà del Padre ed alimenta la vita di comunità.
Gradualmente e secondo le rispettive capacità di comprensione, esse devono imparare ad accostarsi con opportune ed esatte cognizioni, mediante un ordinato e diligente studio, alla Parola di Dio, nella convinzione che l’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Dio e del suo progetto.
Con identico rigore devono attendere allo studio dei documenti del Magistero ecclesiastico, ordinario e straordinario, che illustrano il carattere della Rivelazione; devono approfondire altresì i testi di spiritualità che illuminano il significato spirituale e il valore teologico della vita religiosa.


Vita liturgica


Le Religiose Francescane di S. Antonio curano con particolare attenzione la preghiera liturgica, manifestando in essa la Chiesa orante che, associata a Cristo e per mezzo di Lui, rende  culto al Padre nello Spirito.
Partecipano con intensa e crescente fede alla celebrazione dei misteri divini; vivono intensamente i cicli e le solennità dell’anno liturgico, considerando la Sacra Liturgia una via sicura e completa per il raggiungimento della perfezione propria di persone consacrate al culto e al servizio di Dio.
Il Sacramento dell’Eucarestia è da loro profondamente amato e riverito. Come nella vita di Francesco e di Madre Miradio. La partecipazione all’Eucarestia non è per Madre Miradio un precetto da assolvere, ma una “persona” da incontrare, la cui assenza genera un grande vuoto:”Ora ci è restato solo il vuoto della Comunione giornaliera”.
Madre Miradio sa bene che solo dall’Eucarestia nasce la civiltà dell’amore e la forza Missionaria della Chiesa e della sua Famiglia Religiosa: “Ed Ella Ecc.za Rev.ma, non mi  perda di vista, m’abbia sempre presente nel S.to Sacrificio con tutto intero il mio Istituto, acciò Gesù ci dia di rispondere a modo alla divina chiamata compiendo quei doveri che lo stato da noi abbracciato richiede. Che  cresca in noi lo zelo e l’amore a Lui”.
“Cresca in noi lo zelo e l’amore”: è questa la forza dell’Eucarestia: il dono autentico e radicale di sé.
“S.to Sacrifico”: il Sacrificio di Cristo sull’altare è invito per lei a vivere lo stesso spirito di sacrifico, nel dono di sé, in una vita consumata per gli altri.
“Il mio Corpo dato in sacrificio per voi…”: anche la vita di Madre Miradio è un’offerta quotidiana di gesti sacrificali: “Se sono richiesti sforzi e sacrifici non dobbiamo essere restie nel compierli: tutto è nulla per la gloria di Dio”.
Alla luce di tutto questo, le RFSA  celebrano la santa Eucarestia consapevolmente, piamente, attivamente; fanno tutto il possibile per partecipare ogni giorno al Sacrificio Eucaristico e ricevere il Corpo del Signore.
Con Lui stabiliscono un dialogo quotidiano, visitandolo spesso nel tabernacolo, chiedendo, sull’esempio di Madre Miradio, che cresca in loro “lo zelo e l’amore a Lui e ci faccia essere degne ed affettuose sue Spose”.

Francesco condensa in poche parole  il suo amore all’Eucarestia, le consegna ai suoi frati e noi le abbiamo fatte nostre:

“E il Signore mi dette tanta fede nelle Chiese, che così semplicemente pregavo e dicevo: “Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, poiché con la tua santa Croce hai redento il mondo” .  

Con la liturgia delle Ore partecipano alla preghiera di Cristo e, associate alla Chiesa, lodano il Padre a nome di tutti gli uomini, intercedendo per la salvezza del mondo intero.


Preghiera comunitaria


Per favorire il contatto intimo e prolungato con il Signore, per gustare, comprendere e vivere alla luce della Parola, compiendo la volontà del Padre, le Religiose Francescane di S. Antonio dedicano un congruo tempo ogni giorno all’orazione mentale.
Il rapporto con il Signore richiede momenti di pausa dalle normali attività, per tempi intensi di raccoglimento e di preghiera.
Oltre ai ritiri periodici, ogni anno dedicano un periodo di tempo agli Esercizi Spirituali, perché, libere da tutto, in docile ascolto dello Spirito, possano realizzare una conversione profonda, per un dono sempre più generoso di se stesse. È  prudente e necessario, per la guida spirituale dei momenti forti di preghiera, rivolgersi a ministri preparati e di profonda interiorità , preferibilmente francescani.
Le Religiose Francescane di S. Antonio, anche per sostenere ed alimentare maggiormente la propria crescita spirituale, accolgono volentieri e con gioia le iniziative a livello locale, congregazionale ed ecclesiale, tese ad approfondire la dimensione liturgica e comunitaria della preghiera.
Pregano intensamente, sia a livello personale che comunitario, per il Santo Padre e  per i bisogni della Chiesa. Pregano altresì per e con la Chiesa locale, nei luoghi dove le conduce l’apostolato della carità.


Preghiera personale


Le Religiose Francescane di S. Antonio, seguendo l’esempio di san Francesco e della sua umile imitatrice Madre Miradio, coltivano con assidua cura la preghiera personale. Ogni religiosa nella preghiera personale va alla ricerca dell’esperienza di Dio, per sentirsi amata da Lui e dirgli il proprio amore, certa che nel rapporto costante con il Signore trova la sorgente della gioia della propria consacrazione e il significato profondo dell’appartenenza all’Istituto.

Medita i misteri dell’Incarnazione, della Passione, Morte e Resurrezione del Signore.


Vita di penitenza


Ø  “Non devono sconvenire a quello spirito di mortificazione e di povertà che è speciale per la nostra Congregazione e che fu tanto a cuore allo Sposo Gesù”.
Ø  “Essere idonee allo spirito di umiltà e di sacrificio che si deve vivere nella Congregazione da quelle che vogliono divenire degne figlie del grande Patrono S. Antonio di Padova”.
Ø  Se sono richiesti sforzi e sacrifici non dobbiamo essere restie dal compierli. Tutto è nulla per la gloria di Dio e la nostra santificazione. Un piccolo sacrificio ci procura gioie eterne”.

Per essere rivestite di Cristo, sull’esempio di san Francesco e di Madre Miradio, le Religiose Francescane di S. Antonio operano una continua conversione del cuore mediante lo spirito di sacrificio e di penitenza. Accettano pazientemente, come fece la venerata Fondatrice, le contrarietà, la disciplina e gli impegni della vita di comunità.
Per rinnovarsi e crescere nella carità e nell’amicizia di Dio, si accostano frequentemente al sacramento della riconciliazione.
Nella frequenza di questo sacramento e nella direzione spirituale godono della dovuta libertà e si attengono alle norme della Chiesa.
Per rinnovarsi interiormente e progredire nell’itinerario di conversione, praticano l’esame di coscienza come atto penitenziale personale, e, frequentemente, la revisione di vita.
La penitenza assume anche un carattere comunitario esteriore, che si esprime in modo particolare nel digiuno, nell’astinenza e nelle opere di carità.
Ogni comunità, soprattutto nei tempi forti di Avvento e di Quaresima, stabilisce opportuni momenti di preghiera, di silenzio e raccoglimento, e concreti aiuti ai bisognosi.
Convinte che Cristo le ha amate e ha dato se stesso per loro e che la misura della perfetta penitenza rimane soltanto l’amore, le Religiose Francescane di S. Antonio praticano la carità e la correzione fraterna, il perdono e la preghiera reciproca.


Maria di Nazareth


La dimensione mariana appartiene chiarissimamente alla spiritualità francescana.
Francesco, che amava follemente Maria e che ha lasciato come consegna ai suoi figli di onorare sempre la Vergine, ha trovato nei suoi figli una rispondenza che non si è affievolita nei secoli.
Il privilegio poi della Concezione Immacolata di Maria, ha costituito la più grande gloria dei Francescani, per la cui opera, soprattutto, si arrivò alla proclamazione del dogma nel 1854: “Ora se in ogni cuore devoto alla Vergine Immacolata si sente una sì grande, sì inesprimibile gioia per tanta festa, in quale oceano poi di contento, di amore e di santa esultanza ci dobbiamo trovar noi, noi che siamo francescane, noi che possiamo gridare ad alta voce: questa festa è tutta nostra?”.

La vita di Madre Miradio è stata un cammino con Maria:
  • Nasce il 2 febbraio: festa della presentazione di Gesù al tempio e purificazione di Maria.
  • Fa parte della Pia Unione di Maria.
  • Tra le Alcantarine assume il nome di Sr Maria Provvidenza.
  • 1° maggio 1884: prima professione religiosa.
  • Quando sta per lasciare le Alcantarine Maria le appare in sogno  e la conforta.
  • 22 maggio 1901: fondazione a Carpino delle Povere Figlie di S. Antonio.
  • Quando deve lasciare Carpino Maria le appare in sogno per la seconda volta.
  • È profonda in lei la dimensione dell’amore materno, che è l’amore di Maria Immacolata “il cui cuore la Povera Figlia di S. Antonio ha scelto per modello”.
Muore il 15 dicembre, ottava della festa dell’Immacolata Concezione di Maria.

Madre Miradio parla e vive il linguaggio di Maria:

Ø  “Sia fatta la volontà di Dio.
Ø  “Rassegnamoci  alla S.S. Volontà di Dio e ciò che disporrà sarà per nostro vantaggio”.   
Ø  “Faccia Dio! Che tutto riesca per la sua gloria ed il nostro meglio”.

Queste sue espressioni sono un programma di vita, il programma di vita dei Poveri di Jawhè, coloro che si aspettano tutto da Dio.
“Rassegnamoci  alla S.S. Volontà di Dio e ciò che disporrà sarà per nostro vantaggio” significa infatti:
  • certezza indubitabile della sapienza di Dio, che vede molto più al di là dei nostri occhi,
  • serena sicurezza che il Signore sta realizzando, giorno dopo giorno, anche nei fatti più insignificanti, il suo progetto d’amore,
  • abbandono fiducioso e gioioso a Colui che desidera che la nostra vita  e la nostra gioia si realizzi in pienezza,
  • fiducia nel suo amore provvidente di Padre, che ci sostiene anche nella sofferenza,

fede per credere  sempre che Dio non vuole né permette il male e il dolore, ma fa tutto per trasformarlo in bene per la nostra vita.

Le parole di Madre Miradio fanno eco alle parole di Maria di Nazareth: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. Il  SI di Maria richiama  quella “disponibilità incondizionata” che Madre Miradio ha voluto come dimensione fondamentale della spiritualità della sua Congregazione.
Maria ha potuto cantare  che Dio ha fatto in lei cose grandi perché ha saputo dire di si.
E Madre Miradio è consapevole che Dio fa cose grandi  in chi, come Maria, si fa piccola, povera, semplice.
Ecco perché ha voluto essere “Piccola e Povera Figlia di S. Antonio”.
Madre Miradio sa che Dio opera meraviglie  in chi sa, ed è convinto, che noi  dipendiamo da Dio, che siamo sospesi tra il nulla che è la nostra vita (“io povera creatura”) e il Tutto che è Dio,  nostro fine, Signore della Storia, per la cui Gloria desidera spendere la sua esistenza. La creatura si consegna al Creatore.
Nella vicenda umana e di fede di Madre Miradio, Maria, la Vergine Immacolata, ha dunque un posto eminente e da lei impara ad essere madre e ad amare con “cuore materno”.
Nella sequela di Cristo ogni Religiosa Francescana di S. Antonio, sull’esempio di Madre Miradio, si associa alla scuola di Maria, che venera con particolare devozione.  Si impegna a vivere l’amore di Maria, come figlia, sposa e madre, totalmente consacrata al Signore, e con lei, Madre della Chiesa, si dedica apostolicamente all’avvento del Regno. 
La RFSA manifesta il suo  culto speciale verso la Vergine Immacolata Madre di Dio, esprimendolo, “in un oceano di contento, di amore e di santa esultanza”, con l’amore filiale e la pratica di esercizi di pietà individuali e comunitari, tra i quali il santo Rosario.

Sant’Antonio di Padova


“Desiderosa di vedere il Signore lodato ed amato mi domandai sempre che cosa potevo fare io povera creatura per ottenere quanto bramavo, finchè nel 1901, aiutata ed incoraggiata dal mio Direttore di spirito il P. Luca da Boscoreale mi decisi a fondare un nuovo Istituto, che posi sotto la tutela del grande Taumaturgo S. Antonio di Padova, per cui lo denominai: “Istituto delle Povere Figlie di S. Antonio”.
Madre Miradio non solo accoglie e fa sua una spiritualità specifica, quella francescana, ma guarda anche ad un modello particolare: Antonio di Padova, “quel Santo che se ebbe amore per l’umanità,  ebbe uno speciale trasporto per le Vergini”.
L’Istituto ha, quindi,  come titolare e patrono Sant’Antonio di Padova, scelto come modello della vita consacrata ed apostolica,  perché discepolo e perfetto imitatore di san Francesco. 
Educata alla scuola francescana, Madre Miradio affida ad Antonio di Padova il suo Istituto, non solo perché è il “grande taumaturgo” amato dal popolo,  ma perché nella vita di questo Santo trova  quegli elementi distintivi che stanno segnando la sua stessa vita.

Antonio, come lei:

  • è l’uomo di fede che segue il disegno della Provvidenza:  più volte la sua vita subisce modifiche di programmi, ma lui  accoglie e fa fronte alla novità di vita che, come per Madre Miradio, Dio gli dischiude “sulle vie misteriose della Sua Provvidenza”.

È l’uomo dell’equilibrio: dà importanza allo studio, ma non si allontana dal contatto con il popolo; dialoga con i potenti, ma non ha paura di denunciare i loro soprusi.

È il difensore, la voce dei poveri: ha chiari i doveri del suo stato religioso, ma non dimentica i poveri e gli oppressi: combatte l’usura, lotta per modificare leggi ingiuste e perché tutti abbiano l’essenziale (il pane!) per vivere.

Di Antonio Madre Miradio  vuole imitare:

  • l’impegno religioso: la missionarietà, l’evangelizzazione, annunciando, in ogni dove e in ogni tempo, il Vangelo della Carità. Alla scuola di Antonio, l’Istituto assume una fondamentale dimensione missionaria, che ne deve innervare la struttura organizzativa e sostenere e guidare le scelte apostoliche,

la vita contemplativa,

il servizio umile,

l’impegno sociale a favore dei poveri e degli oppressi,

l’impegno educativo,

l’amore alla Scrittura e allo studio.

Quanto  questi elementi della vita e del pensiero di Antonio, che Madre Miradio ha fatto suoi,  influiscono con incisività  oggi nel nostro essere e fare?

Oggi più di ieri, sul suo esempio, siamo chiamate a vivere e a testimoniare lo stile di povertà evangelica, la ricerca delle vie di contemplazione e di servizio ai fratelli, la valorizzazione della cultura, il saper camminare con la Storia e nella Storia ed essere dentro di essa donne di fede.


Abbandono alla Provvidenza (S. Gaetano da Thiene)


“Cercare la Gloria di Dio”: è lo scopo ultimo della missione che Madre Miradio ha  prospettato alla nostra Congregazione. Cercare la Gloria di Dio vuol dire riconoscere Dio quale Signore della Storia dell’umanità e della propria storia personale. Se Dio è Signore, l’atteggiamento teologale che ne consegue è quello di prendere coscienza della condizione creaturale o filiale. L’atteggiamento  conseguente a questa scoperta, di sapersi cioè in una condizione creaturale, è un fiducioso abbandono in Dio, alla Sua Provvidenza amorevole.
L’abbandono alla Provvidenza è quindi un atteggiamento di fede, che porta a fidarsi e affidarsi ciecamente “di e a Lui”, con una fiducia profonda che investe totalmente la nostra esistenza. Abbandonarsi alla Provvidenza vuol dire abbandonarsi all’azione creatrice  e santificatrice dello Spirito Santo, che ci illumina, ci guida e ci dà forza, per vivere da persone nuove: libere e liberanti. Come Abramo. Come Madre Miradio.

Madre Miradio della Provvidenza di S. Gaetano: gli occhi della mente e del cuore fissi in Dio per discernere la sua adorabile volontà in ogni situazione e il fiducioso abbandono nelle sue mani, sono gli atteggiamenti spirituali che il suo nome significa e sintetizza. Il riferimento a S. Gaetano rafforza l’esplicitazione di tale abbandono nelle mani provvidenti del Padre.
Inconfondibile caratteristica francescana, l’abbandono alla Provvidenza costituisce la dimensione portante di tutto il cammino di fede di Madre Miradio,  il tratto essenziale della sua spiritualità: tutta protesa a percepire e a cogliere il passaggio di Dio nella propria storia e nella storia degli uomini, si fa donna dell’ascolto e della dedizione amorosa a Dio, vivendo lo stupore dei piccoli e dei semplici del Vangelo di fronte alla immensa grandezza e tenerezza del Padre e modulando i ritmi dei propri passi sui passi di Dio.
Madre Miradio rappresenterà costantemente un modello di abbandono fiducioso e sereno alla Provvidenza di Dio, alla quale consegna se stessa, le sue figlie e l'Opera.
Abbandono che nel suo vocabolario non è sinonimo di passività, rassegnazione, ma coraggio di tessere la propria volontà con i voleri di Dio.
Pertanto, non riteneva fuori luogo la prudenza, anch’essa virtù, l’accortezza e una certa dose di "calcolo": disporsi alla volontà di Dio non è mai cedere in modo inoperoso agli eventi. Anzi, è a partire da essi che la volontà di Dio va ricercata, interrogando, dubitando, indagando, verificando e, infine, dandosi da fare.
Consegnata alla Provvidenza di Dio, vuole esserne a sua volta efficace strumento per gli altri, testimone credibile che il Padre ha cura di tutti.
In un mondo dove la tecnica e la secolarizzazione occupano il posto di Dio, dove la grande maggioranza dei popoli sono esclusi dalla storia, siamo chiamate: 

  • a  verificare il nostro “essere profeti di Provvidenza”;
  • ad essere, nella Storia e nella Chiesa locale, donne che sanno cogliere i segni dei tempi;
  • ad assumere un’attitudine interiore di profondo distacco dalle cose e di “diffidenza di se stesse”,  vivendo la fede e l’abbandono senza paure, trasmettendo fiducia in Dio, speranza,  serenità, gioia;
  • a vivere la semplicità e la sobrietà di vita a livello personale, comunitario e congregazionale;
  • ad accogliere con gioiosa gratitudine ogni segno concreto di Provvidenza, ringraziando Dio per quello che ci dà e per quello che ci toglie;
  • a vivere nella fede la gratuità, la solidarietà e la condivisione senza calcoli.

      E  “speriamo che il Signore provveda anche per questo”.



ATTUALIZZAZIONE della SPIRITUALITA’

di Madre Miradio

(ciò che lei ha consegnato a noi e che oggi ha una continuità)

Qual è dunque lo specifico della spiritualità francescano-miradiana?

Elementi di spiritualità miradiana (confermati dagli Scritti):

  • Primato di Dio, vissuto e sentito con forza
  • Forte e centrale  riferimento a Cristo
  • Docilità alla guida dello Spirito e delle mediazioni umane
  • Intercessione materna di Maria
  • Senso ecclesiale
  • Grande risalto alla liturgia e ai sacramenti, in particolare alla celebrazione eucaristica e al sacramento della riconciliazione
  • Sensodella trascendenza, unito alla valorizzazione dello sforzo dell’uomo - abbandono attivo
  • Carità teologale che si traduce in sensibilità umana e sociale
  • Amore alla povertà
  • Senso della gratuità
  • Risalto delle virtù pedagogiche quali l’amore, la pazienza, la delicatezza nei rapporti, l’umanità  propria di chi sa di essere al servizio della crescita degli altri
  • Il nobile e umile ufficio di sapersi cooperatori  della Provvidenza

Ancora:
1. Spirito di fraternità
2. Spirito di fede
3. Spirito di zelo
 

Alla luce di quanto detto e in riferimento ai Documenti del Cammino di Rinnovamento (Atteggiamenti Globali, Scelte Globali e Utopie) possiamo dire che la spiritualità di Madre Miradio si caratterizza come:

1.      CRISTOCENTRICA (abbandono al Padre, Kenosis)

Il centro dell’energia spirituale della RFSA è la persona di Cristo, un Cristo povero, in un  atteggiamento di abbandono e di Kenosis.
Un Cristo che sente una infinita compassione della gente sperduta e disorientata,  che fa nascere la consapevolezza di essere “apostole e missionarie”,missionarie della carità”, per la sua messe.

2.      EUCARISTICA (fraternità)

“La Povera Figlia di S. Antonio non volendo vivere  solo per se stessa ben volentieri esercita la fraterna carità”.
Queste parole esprimono la logica dell’Eucarestia: farsi dono totale, essere Pane Spezzato.
Tutto ciò che è chiamata ad essere e ad operare, la Povere Figlie di S. Antonio non lo vuole vivere da sola, ma con altre sorelle che condividono con lei la stessa identità francescano-miradiana, in un clima di famiglia, con una vera comunione di vita.

3.      ECCLESIALE (amore alla Chiesa)

La RFSA è la donna della Chiesa, la ama in modo molto concreto e si dimostra tale nel suo operato apostolico.
Dimostra quest’ amore nell’obbedienza alla sua autorità e nella fedeltà al suo Magistero.

4.      EVANGELIZZATRICE (fedeltà dinamica)

La RFSA sente, come Madre Miradio, la chiamata  al lavoro attivo per il Regno, ad “estendere l’opera di zelo che Iddio le ispirava alla maggior Sua gloria ed al bene delle anime”.
Madre Miradio parla di “spirito di carità attiva”, una carità pronta a dare risposte alle necessità della Chiesa e del mondo, necessità che sente propriamente come sue.
La RFSA è una donna che vive nella fedeltà dinamica, cioè con un profondo atteggiamento di attenzione ai segni dei tempi, e “all’occorrenza secondo il bisogno”, come  afferma Madre Miradio, dopo un accurato discernimento apostolico, annuncia con la sua azione apostolica il Vangelo agli uomini e alle donne del suo tempo.

5.      MARIANA (maternità)

Per la RFSA l’attenzione a Cristo apre alla figura di Maria, sempre associata al Figlio.
Ella è una consacrata mariana, nel senso che cerca costantemente di vivere come Maria:
“La Povera Figlia di S. Antonio ha scelto il Cuore di Maria Immacolata per Modello”.
Ella  vive in un costante atteggiamento materno, soprattutto verso i piccoli e i poveri e ama con “cuore di madre”.

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