Icona rssicon vimeo
Ago 15 1195

Progetto di vita evangelico

 

S. Antonio di Padova
Patrono delle Religiose Francescane di S. Antonio



Antonio: è il Santo più noto e amato del mondo. Forse secondo solo a San Giuseppe.

I devoti sentono Antonio come un potente intercessore presso Dio.
È “santo dei miracoli”! Per questo la gente lo cerca? Per questo la gente lo ama?

Forse. Ma la gente, e noi, lo sentiamo compagno di viaggio.

Non è solo colui che distribuisce grazie e favori: è il fratello maggiore, l’amico confidente, sempre presente, sia per i piccoli che per i grandi.

Tre simboli iconografici.

  1. Il giglio: la purezza e la trasparenza di vita.
  2. Il Bambino: l’amore tenero al Figlio di Dio.
  3. La Parola: la consegna di sé al Dio amato sopra ogni cosa.
Queste tre simboli  ci consegna Antonio, e ci dice che i  Santi non vogliono onori. I Santi vogliono essere imitati.


Chi è Antonio per la Chiesa e per il mondo?

 
1-santantonio-da-padova-chiesa-s-pancrazio
         E’ uomo povero.

         E’ uomo missionario.

         E’ uomo contemplativo.

         E’ uomo ecclesiale.

         E’ uomo povero.

Antonio passa dalla ricchezza del monastero di Coimbra,  alla povertà della famiglia francescana. Come Francesco, Antonio trova motivo di amare la povertà nel fatto che Gesù per primo è stato povero.

Ama la povertà e ama i poveri  che difende dai potenti e prepotenti.

“Nel nostro tempo mai abbiamo udito un consolatore così dolce dei poveri e un così aspro accusatore dei potenti”.  (Fra Giovanni  de la Rochelle)

Il pane di S. Antonio, il pane dei poveri!

È una carità distribuita ai poveri sotto forma di pane. È una devozione, e insieme un’opera benefica, istituita da Don Antonio Locatelli nel 1887, e poi diffusasi ovunque sono i francescani. È nota anche come PONDUS PUERI (peso del bambino).

Si fa risalire l’origine di questa devozione al prodigio della risurrezione di un bambino annegato in una vasca. Infatti la madre del piccolo si era rivolta a S. Antonio perché lo salvasse, promettendogli tanto grano quanto era il peso del bambino. Ella distribuì poi quel grano ai poveri e diede così avvio a quella devozione.

“E ti abbiano seguito … E ti abbiano seguito. Per te. O Cristo, abbiamo lasciato tutto, siamo divenuti poveri. Ma poiché tu eri ricco, ti abbiamo seguito, affinché tu ci faccia ricchi. Più commiserevoli di tutti  sono quei religiosi che lasciano, si, tutto, ma non seguono Cristo. Molti lasciano  le loro cose, ma non seguono Cristo, perché tengono stretti se stessi.

Ti abbiamo seguito. Come una creatura segue il suo creatore, come i figli seguono il padre, come i pulcini la madre, come gli affamati ricercano il pane, come coloro che hanno sete la fontana d’acqua, come i malati il medico, gli stanchi il letto, gli esuli il paradiso. (S. Antonio)


Chi è  Antonio di Padova  per le Povere Figlie di S. Antonio?


2-S-Antonio-di-Padova“Desiderosa di vedere il Signore lodato ed amato mi domandai sempre che cosa potevo fare io povera creatura per ottenere quanto bramavo, finchè nel 1901, aiutata ed incoraggiata dal mio Direttore di spirito il P. Luca da Boscoreale mi decisi a fondare un nuovo Istituto, che posi sotto la tutela del grande Taumaturgo S. Antonio di Padova, per cui lo denominai: “Istituto delle Povere Figlie di S. Antonio” [1].

Madre Miradio non solo accoglie e fa sua una spiritualità specifica, quella francescana, ma guarda anche ad un modello particolare: Antonio di Padova, “quel Santo che se ebbe amore per l’umanità,  ebbe uno speciale trasporto per le Vergini” [2].

L’Istituto ha, quindi,  come titolare e patrono Sant’Antonio di Padova, scelto come modello della vita consacrata ed apostolica,  perché discepolo e perfetto imitatore di san Francesco. 

Educata alla scuola francescana, Madre Miradio affida ad Antonio di Padova il suo Istituto, non solo perché è il “grande taumaturgo” amato dal popolo,  ma perché nella vita di questo Santo trova  quegli elementi distintivi che stanno segnando la sua stessa vita.

Antonio, come lei:

  • è l’uomo di fede che segue il disegno della Provvidenza:  più volte la sua vita subisce modifiche di programmi, ma lui  accoglie e fa fronte alla novità di vita che, come per Madre Miradio, Dio gli dischiude “sulle vie misteriose della Sua Provvidenza” [3].
  • È l’uomo dell’equilibrio: dà importanza allo studio, ma non si allontana dal contatto con il popolo; dialoga con i potenti, ma non ha paura di denunciare i loro soprusi.
  • È il difensore, la voce dei poveri: ha chiari i doveri del suo stato religioso, ma non dimentica i poveri e gli oppressi: combatte l’usura, lotta per modificare leggi ingiuste e perché tutti abbiano l’essenziale (il pane!) per vivere.

Di Antonio Madre Miradio  vuole imitare:

  • l’impegno religioso: la missionarietà, l’evangelizzazione, annunciando, in ogni dove e in ogni tempo, il Vangelo della Carità. Alla scuola di Antonio, l’Istituto assume una fondamentale dimensione missionaria, che ne deve innervare la struttura organizzativa e sostenere e guidare le scelte apostoliche,
  • la vita contemplativa,
  • il servizio umile,
  • l’impegno sociale a favore dei poveri e degli oppressi,
  • l’impegno educativo,
  • l’amore alla Scrittura e allo studio.

Quanto  questi elementi della vita e del pensiero di Antonio, che Madre Miradio ha fatto suoi,  influiscono con incisività  oggi nel nostro essere e fare?

Oggi più di ieri, sul suo esempio, siamo chiamate a vivere e a testimoniare lo stile di povertà evangelica, la ricerca delle vie di contemplazione e di servizio ai fratelli, la valorizzazione della cultura, il saper camminare con la Storia e nella Storia ed essere dentro di essa donne di fede.



O Signore, che hai chiamato Sant’Antonio ad abbracciare la povertà evangelica
e gli hai dato una cuore aperto alle necessità degli ultimi,
concedi a noi, Religiose Francescane di S. Antonio,
di tenere il cuore distaccato dai beni della terra
e di far partecipi i più bisognosi del frutto della nostra carità.
Per Cristo nostro Signore. Amen!



3-visione sant antonio di padova 1628Preghiera di S. Antonio a Gesù Cristo

Gesù, Signore misericordioso:
vieni e rimani con noi.
Perdona i nostri peccati.
Donaci la Pace.
Allontana dai nostri cuori
ogni dubbio e timore.
Rinvigorisci in noi la fede
nella tua passione
e nella tua risurrezione
così che per la tua grazia
meritiamo la vita eterna.  Amen.
Spirito Santo, fuoco d’amore,
posati sopra ciascuno di noi.
Riempici della sincera contrizione,
accendi sopra di noi la fiamma  della testimonianza,
perché, resi così luminosi,
possiamo meritare di vedere  dello splendore
dei suoi santi il Dio altissimo.
Con il tuo aiuto, Tu che vivi e
regni nei secoli dei secoli.  Amen!
                                                          (S. Antonio)


foto 1940Foto antica con il Pane Benedetto di S. Antonio.
Acerra (NA), 1940.














Dalla Lettera Circolare di Madre Tanina Nicolaio, giugno 2014:


“Cosa dire del nostro amato Patrono Antonio di Padova che già non sia stato detto?

Cosa aggiungere ai tanti encomi che da più parti del mondo si elevano a Lui?

È certo che “Antonio, quel Santo  che ebbe amore per l’umanità e uno speciale trasporto per le Vergini” (Madre Miradio, Cardito 1906) con le sue doti di intelligenza, di equilibrio, di zelo apostolico e di fervore mistico  ha mostrato il volto misericordioso di Dio e ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della spiritualità francescana.

Tre dimensioni  desidero sottolineare  brevemente per ringraziare il Signore del dono della vita e della santità di Sant’Antonio di Padova.

L’apostolo.

L’intensa azione apostolica di Sant’Antonio non si spiegherebbe senza il mistico sostegno dell’unione con Dio. Per lui la sorgente dell’apostolato è un intensissimo amor di Dio. La sua vita si svolge tra azione e contemplazione, fra solitudine e apostolato. Il Santo di Padova svolge il lavoro faticoso della predicazione evangelica in ambiente difficile. I contrasti politico-religiosi  del suo tempo fornivano alimento alla miscredenza e all’errore; le eresie pullulavano e turbavano la cristianità. La corruzione morale in ogni ceto sociale, non escluso quello ecclesiastico, gli errori dottrinali e l’ignoranza delle masse in materia di fede erano tali che il clero spesso risultava insufficiente e inadatto alla cura delle anime. In mezzo alle tenebre dell’eresia Antonio è il messaggero di Dio, il docile strumento dello Spirito Santo nella Chiesa. Per mezzo di lui Dio parla al suo popolo, rivelandogli la sua volontà. La predicazione di questo umile frate minore era vita vissuta. Alla disonestà, all’impurità, alla falsità e irreligiosità, egli contrapponeva il suo comportamento coerente con il Vangelo. I santi non hanno una natura diversa dalla nostra, ma un modo personalissimo d’orientare verso Dio la loro vita. Per questo essi sono ammirevoli. Antonio di Padova impostò tutta la sua vita con assoluta fedeltà al Vangelo e divenne il Santo per eccellenza.

L’amico dei poveri.

“La carità è l’anima della fede, la rende viva; senza l’amore, la fede muore” (Sermones Dominicales et Festivi II).

Antonio non si limita a combattere le eresie e a migliorare la condotta morale dei laici e del clero. Rientra nel quadro del suo apostolato l’essere amico dei poveri e dei sofferenti.

4-st anthony of padua with christAgli inizi del 1200, nel contesto della rinascita delle città e dello sviluppo del commercio, cresceva  anche il numero di persone insensibili e indifferenti alle necessità dei poveri. Antonio più volte invita i fedeli a pensare alla vera ricchezza, quella del cuore, che rendendo buoni e misericordiosi, fa accumulare tesori per il Cielo. “O ricchi - così egli esorta - fatevi amici i poveri, accoglieteli nelle vostre case: saranno poi essi, i poveri, ad accogliervi negli eterni tabernacoli, dove c’è la bellezza della pace, la fiducia della sicurezza, e l’opulenta quiete dell’eterna sazietà”.

Questo insegnamento è molto importante anche oggi, quando la crisi finanziaria e i gravi squilibri economici impoveriscono non poche persone, e creano condizioni di profonda miseria. “L’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona” (Benedetto XVI, Caritas in Veritate  45).

L’intercessore: amico di Dio.

"Il mondo è pieno dei miracoli  che si ottengono per intercessione di Sant’ Antonio"  (Pio XI)

Pochi santi sono riusciti a meritarsi il titolo di taumaturgo così come Antonio Di Padova. La santità è riconosciuta dalla sua efficacia: la guarigione può venire solo da Dio e serve per dimostrare che colui per la cui intercessione essa è stata ottenuta è amico di Dio. Antonio ammonisce nei suoi Scritti di non rovesciare i valori dell’essere e della vita, riducendo la preghiera a una semplice richiesta di cose terrene. Nella scala antoniana dei valori spirituali  la prima richiesta che deve stare a fondamento  di ogni preghiera è la seguente: chiedere Dio a Dio.

Papa Pio XII, nel 1946, nel proclamare Antonio Dottore della Chiesa, gli attribuì il titolo di “Dottore Evangelico”, perché dai suoi Scritti emerge la freschezza e la bellezza del Vangelo. Nelle situazioni quotidiane, non sempre facili,  e nella scoperta costante della nostra vocazione,  soprattutto noi, “Povere Figlie di S. Antonio”,  vogliamo imparare da lui ad essere un riflesso dell’amore di Dio per testimoniare agli uomini e alle donne di oggi la carità e la verità del Vangelo”.



[1] Madre Miradio, Palma Campania, 9 luglio 1925.
[2] Madre Miradio, Cardito, 1906.
[3] Cfr. Madre Miradio, Palma Campania, 22 aprile 1919.


Articoli correlati (da tag)

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.

L'utilizzo dei cookie concorre al buon funzionamento di questo sito e favorisce il miglioramento dei servizi offerti all'utente. L'accesso ai contenuti del sito e l'utilizzo dei servizi implica accettazione dell'utilizzo dei cookie