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Mag 28 2014

 

Ricordiamo l’Anno Miradiano 2013:
dalla gratitudine della Memoria delle origini
all’impegno della Profezia!


Abbiamo voluto custodire e rinvigorire la memoria delle radici, esprimere gratitudine al grembo da cui siamo state generate con la celebrazione dell’Anno Miradiano (2 febbraio 2013-15 dicembre 2013), in occasione del 150° Anniversario della Nascita di Madre Miradio.

Abbiamo voluto ringraziare la Provvidenza Divina, invocare lo Spirito, Datore di ogni dono perfetto, perché ci aiuti a ravvivare la profezia delle origini, condividendo fedelmente e creativamente la sollecitudine della Chiesa chiamata oggi a “educare alla vita buona del Vangelo” questa umanità amata e redenta dall’Eterno Amante, bisognosa di segni credibili soprattutto da parte di coloro che il Maestro ha chiamato perché “stiano a Lui vicini”.

Abbiamo voluto celebrare l’Anno Miradiano lontano da logiche retoriche e trionfalistiche, che non  si addicono alla semplicità della vita della nostra Madre.

Abbiamo voluto viverlo come Festa di Famiglia, come occasione favorevole e preziosa per ritrovare i sentieri delle origini,  per riprendere il cammino con il ritmo dei passi con cui la Fondatrice li ha tracciati e per prima li ha percorsi, e con lei continuare a dare vita ad una Congregazione comunionale, serva, evangelizzatrice. È stato bello ritrovarci tutte insieme provenienti dai cinque continenti dove siamo presenti.

Ci siamo rivolte a tutti: alle famiglie, e all’interno di esse ai nostri fratelli anziani ed adulti, con un’attenzione particolare ai bambini e ai giovani, che sono stati oggetto della  cura materna di Madre Miradio e la consolazione della sua anima.

Voglio ricordare con voi  alcuni passaggi della Lettera del Segretario dello Stato Vaticano, Cardinale Tarcisio Bertone:

“Il Papa richiama con forza tutte le Religiose Francescane di S. Antonio a poggiare saldamente su Cristo e sulla perenne novità del Vangelo la quotidiana risposta di vita, continuamente sostenute dall’esempio della venerata Fondatrice. Sorgente inesauribile del cammino spirituale di ciascuna sia  il Cuore di Cristo. Attingendo alla fonte viva di Colui che è mite e umile di cuore, anche il giogo della sequela diventa dolce e leggero. L’assidua contemplazione del mistero di amore del Verbo incarnato, crocifisso e risorto rende capaci di cooperare con zelo e sacrificio per la salvezza dei fratelli.

Le celebrazioni della vostra Famiglia religiosa coincidono provvidenzialmente con l’Anno della Fede, voluto dal Santo Padre “perché susciti in ogni credente l’aspirazione a confessare la fede in pienezza e con rinnovata convinzione, con fiducia e speranza e sia anche occasione propizia per intensificare la celebrazione della fede nella Liturgia, e in particolare nell’Eucaristia” (cfr Lett. Ap. Porta fidei, 9). La fede viva e la carità operosa sono stati i due pilastri su cui Madre Miradio ha fondato la sua vita e che l’hanno spronata ad impegnarsi nelle sue tante iniziative apostoliche” (Lettera del Segretario dello Stato Vaticano, Cardinale Tarcisio  Bertone, 2 febbraio 2013).


Perché  possa essere un Anno di Grazia per noi e per tutti, abbiamo chiesto e ottenuto da   Benedetto XVI  il dono di poter lucrare l’Indulgenza Plenaria in tutti gli oratori della nostra Congregazione.

Le celebrazioni a livello generale e locale hanno visto una buona  e coinvolta partecipazione dei nostri fratelli  laici. Questo ha confermato la Fama di Santità di cui gode la nostra Fondatrice.

A livello generale desidero ricordare il Convegno Miradiano del 25/28 luglio 2013: ha rappresentato per tutte noi un piccolo “Capitolo delle Stuoie” con il quale abbiamo celebrato la spiritualità di comunione tra noi e con la Chiesa.

Per rendere più forte la memoria delle radici, abbiamo voluto che i “segni”, che ci raccontano la vita e il cammino di fede di Madre Miradio, possano essere visibili a tutti. Per questo sono stati allestiti il Percorso Miradiano e la Sala della Memoria di Madre Miradio presso la Casa di Ariccia.

Dalla gratitudine della memoria delle origini all’impegno della profezia

In questo Anno Giubilare abbiamo percorso spiritualmente  “le Vie della nostra Storia miradiana” e abbiamo visto come è  necessario estrarre del Carisma i valori che più chiaramente possono parlare agli uomini e alle donne  di oggi.

È stato un dono della Provvidenza di Dio celebrare il XV Capitolo Generale 2013  nei  solchi dell’Anno  della Fede e  dell’Anno Miradiano. Abbiano questi eventi il potere di riportare ciascuna di noi alla sorgente primaria e feconda del  Vangelo:

  • per rinvigorire le radici e le motivazioni profonde per le quali decidemmo  un giorno, e decidiamo ora, di donare la vita;
  • per restituire freschezza a ideali che forse il tempo può avere avvizziti;
  • per riassaporare il gusto sempre nuovo di un impegno oblativo, che soltanto se vissuto fino in fondo ha il potere di renderci “donne libere”: libere da delusioni e smarrimenti, libere da senso di frustrazione e di vuoto, libere da rimpianti e nostalgie, che talvolta proiettano ombre su una testimonianza di vita rendendola poco luminosa e seducente.
Discendiamo da radici sante: nessuno più di noi ha il diritto di essere orgoglioso di queste origini. Ma nessuno più di noi ha il dovere di ricalcarne le orme.
Il cammino di fede e di  donazione di Madre Miradio continua con i nostri passi. La sua sollecitudine abiti il nostro cuore e lo renda migliore.

La sua passione evangelizzatrice ci spinga sempre  nella ricerca di Dio, nella carità comunionale e nel servizio di quanti soffrono disagio, fragilità, indigenza.
Possa questo Anno Miradiano  essere l’humus, il terreno fecondo da cui attingere motivazioni e significati, rigenerandoci all’impegno di testimoniare ancora  con forza “l’alta idealità che fu serena e fervente guida” del cammino di Madre Miradio (cfr. Madre Miradio, Cardito 1905).


Mag 27 2014

icon Sulle vie misteriose della sua Provvidenza (304.73 kB)      < SCARICA IL FILE


Gli Scritti di Madre Miradio della Provvidenza di S. Gaetano, Fondatrice delle “Povere Figlie di S. Antonio”, contenuti in questa prima raccolta riguardano l’arco di tempo che va dal 1904 al 1926.

Sono stati convenzionalmente classificati come:

-  Lettere
-  Scritti vari

e vengono presentati in ordine cronologico. Gli originali, fotocopiati e trascritti, sono conservati negli Archivi di:

-  Casa Generalizia delle Religiose Francescane  di S. Antonio,  Ariccia (Roma)
-  Curia Vescovile, Melfi-Rapolla-Venosa (PZ)
-  Curia Arcivescovile, Napoli
-  Curia Diocesana, Nola (NA)
-  Curia Generalizia Ordine Frati Minori, Roma
-  Comune di Atella (PZ)

Sono  state avviate ulteriori ricerche anche negli Archivi delle Diocesi di Manfredonia (FG), di Aversa (CE), di Benevento, nell’Archivio Segreto del Vaticano (Roma) e della Curia Generalizia dei Discepoli di Don Giovanni Minozzi (Roma). Il ritrovamento di altri documenti permetterà una seconda raccolta degli Scritti della Madre.


Le Lettere

Per quantità e contenuto, le Lettere  rappresentano la sezione più corposa  degli Scritti.
Il numero maggiore di esse è conservato nell’Archivio della Curia Vescovile  di Melfi-Rapolla-Venosa (PZ).

Le Lettere sono  tutte autografe. Dalla calligrafia si deduce che alcune, pur siglate da Madre Miradio, sono state redatte da altre suore, verosimilmente sotto dettatura, soprattutto nei vari momenti di infermità.

“A me povera creatura manca la parola…" scriveva la Madre a Mons. Francesco Vento, Vescovo di Caserta, nel 1906.

È vero, le Lettere si presentano in un stile sobrio: la scrittura è lineare, il lessico non molto variegato o ricercato (comunque adoperato con una certa maestria e proprietà), indice di una personalità non incline ai formalismi:  qua e là si evidenzia qualche errore ortografico e una punteggiatura non sempre adeguata. Generalmente  il tono è familiare, discorsivo, molto spontaneo e delicatamente colorito. Madre Miradio riesce così in maniera rapida a comunicare notizie, a esprimere opinioni, ad avanzare suggerimenti, a chiedere pareri e consigli, a evidenziare difficoltà, a contrattare condizioni… E con la stessa rapidità irradia profondi  e genuini sentimenti di rispetto, di riconoscenza, di stima e di premura.

Soprattutto nelle Lettere alle Suore trapela un intenso atteggiamento materno, che lascia intuire attenzione e vicinanza sia alle persone che alle situazioni che esse vivono.

Quello che spesso emerge è il ricorrente e insistente interesse per l’Istituto e le Suore, delle quali la Madre non perde occasione di rilevare lo spirito di sacrificio e di servizio con cui operano nelle varie e diverse realtà in cui sono presenti.

Per esse chiede e ad esse assicura continuamente preghiere, benedizioni, incoraggiamento, protezione.

Nonostante tutto, per quanto vi ha profuso della propria esperienza e della propria interiorità, Madre Miradio ha saputo rendere questi Scritti uno strumento utile per l’edificazione del Regno, un segno tangibile della  propria vicinanza  e comprensione, della propria partecipazione di “Madre”.  Non solo per le  sue figlie, ma per  quanti “le vie misteriose della Sua Provvidenza” mettevano sul suo cammino.

Numerosi passaggi nelle Lettere testimoniano di un’esistenza fondata sulla fede, la capacità di saper leggere nelle prove fisiche, morali, spirituali la volontà di Dio ricercata con tenacia ed intraprendenza non comune, il coraggio di difendere, con tutte le forze e con i pochi mezzi a disposizione, il Carisma che il Signore le ha consegnato.

Le parole che leggiamo disegnano, insomma, il profilo di una donna ora forte ora remissiva, ora rigida ora umanamente comprensiva, ora tenera ora esigente, sempre con chiarezza di intenti e di vedute.

Un cospicuo numero delle Lettere di cui finora disponiamo è indirizzato a Mons. Alberto Costa, Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa dal 1912 al 1928.  Da esse traspare la sintonia di animo e il profondo rapporto filiale stabilito con questo Pastore, che è stato particolarmente vicino alla Fondatrice e alla vita e missione dell’Istituto e le ha sempre mostrato interesse e sollecitudine.

Possiamo constatare con quanta semplicità e limpidezza Madre Miradio sottoponeva a Mons. Costa (ma anche agli altri Ordinari delle Diocesi dove erano presenti le altre Case) il suo operare per averne l’approvazione e la benedizione. Nei vari momenti di bisogno dell’Istituto è a lui che ricorre con sentimenti di arrendevolezza, venerazione, stima, ma anche con decisa libertà interiore; a lui si raccomanda per la revisione e approvazione delle Costituzioni, e chiede consiglio per l’esame canonico delle giovani che devono vestire o professare.

Queste Lettere sono molto importanti per conoscere Madre Miradio come persona, come Fondatrice, come figlia ubbidiente della Chiesa.

Nelle Lettere non troviamo … astratte elevazioni, né trattati di vita spirituale, di mistica o altro di simile. Sono scritti “occasionali”, che le circostanze quotidiane dettano: espressioni di gratitudine, quindi, problemi di amministrazione, trasferimenti, difficoltà di salute, chiarificazioni, richieste,  relazioni  fraterne, nuove vocazioni… Pur nella loro apparente varietà, tali aspetti non sono slegati tra loro. Anzi, raccontano il dinamismo ordinario di una vita che si svolge dal di dentro della trama di ogni giorno. Le problematiche sono distillate  in ordine di importanza  e c’è sempre un’apertura fiduciosa alla Provvidenza di Dio.

In alcune Lettere, soprattutto quelle indirizzate a Suor Antonietta Salvatore, Vicaria Generale, troviamo dettagli riferiti ad oggetti, cibi, conti, che ad un occhi superficiale possono apparire futili e banali, ma che in realtà contribuiscono ad arricchire il quotidiano a cui fanno riferimento rendendolo autenticamente reale e donando a chi legge la sensazione di averlo condiviso e di esserne stato partecipe.

Molte Lettere registrano i progressi, le stasi, i problemi relativi a lunghe pratiche per l’apertura e la gestione delle varie case. Ma nonostante questo sono preziosi insegnamenti, raccolti qua e là, come fiori rari su una parete di roccia.

Disseminate tra le varie righe, ci è possibile recuperare alcune espressioni  che, ripetendosi con una certa frequenza, appaiono come il leit-motiv, il punto-forza dell’esistenza e della  spiritualità di Madre Miradio: richiami alla Gloria di Dio e al bene comune, alla volontà di Dio e alla sua Provvidenza, al bene dell’istituto… Soprattutto queste “tracce” vanno interpretate attentamente perché nascondono un tesoro prezioso: semplici frasi o, a volte, anche un solo termine rivelano una grande umanità e una profonda fede.

 

Gli Scritti vari

Gli Scritti vari sono costituiti da documenti quali: dichiarazioni, discorsi, domande, testamento, verbali, brevi note… anch’essi carichi di significato e di vita vissuta nella fede e nel servizio.

In definitiva abbiamo tra le mani non soltanto dei testi, ma una vera e propria occasione per un confronto e una verifica alla sorgente del Carisma originario: come rendere la memoria  di ieri profezia nell’oggi? Alla ricerca di quali criteri per le nostre scelte e di quale stile per le nostre presenze, Madre Miradio nella semplicità delle parole ci risponde ancora con la generosità e il coraggio della sua carità, con la passione per Dio e per l’umanità da redimere ed evangelizzare. Il primo Centenario della Congregazione non potrebbe trovare migliore celebrazione che nell’incessante invocazione alla Santa Trinità di concedere alle “Povere Figlie di S. Antonio” gli stessi tratti della bellezza che hanno caratterizzato la nostra venerata Madre Miradio.

A Madre Maria Goretti Manzo il nostro grazie più riconoscente per aver voluto questo “ritorno alle sorgenti” del nostro Carisma.  Ora siamo meno “povere”: abbiamo ritrovato buona parte del patrimonio,  dell’eredità spirituale della nostra Fondatrice e con esso il suo cuore di Madre.

Suor Tanina Nicolaio
Ariccia, 13 giugno 2001

Feb 02 1863

 

Madre Miradio della Provvidenza di San Gaetano

 

madre miradio Madre Miradio della Provvidenza di S. Gaetano, al secolo Giulia Bonifacio, nasce a Castellammare di Stabia (NA) il 2 febbraio 1863, in una famiglia cristiana di modeste condizioni sociali. A soli quattro anni sperimenta il dolore dell’orfanezza in seguito alla morte della madre Maria Vincenza Raffone. Il padre Francesco Paolo, “falegname di mare” (costruttore navale), dopo pochi mesi dalla morte della moglie,  passa a seconde nozze con Anna Spera.

Giulia, concluso il ciclo di istruzione primaria, lascia la scuola, dando il suo contributo nella gestione della casa. Nonostante questi avvenimenti, trascorre una fanciullezza serena e impara dalle stesse situazioni che vive che l’amore non è un sentimento, ma impegno, risposta di gratitudine a Dio e agli altri.

Durante l’adolescenza diventa, all’interno della famiglia, tra le coetanee, nella parrocchia della Cattedrale di Castellammare, esempio di ammirevole laboriosità, semplicità e bontà. È in quegli anni che Giulia avverte e matura la chiamata alla vita religiosa.

vincenzo-gargiulo-alcantarineDopo un periodo di intensa preghiera e di discernimento, il 2 luglio del 1882, entra nella Congregazione delle Povere Figlie di S. Pietro D’Alcantara, accolta con gioia da entrambi i Fondatori, Don Vincenzo Gargiulo e Suor Maria Agnese dell’Immacolata, nella Casa Madre, sita nell’ex convento domenicano di S. Croce a Castellammare.

Il suo cammino è spedito: Giulia si rivela docile, umile, piena di buona volontà, amante del sacrificio, della preghiera, radicale nel dono a Dio e ai fratelli, nell’osservanza della Regola.

Viene ammessa alla vestizione il 3 ottobre del 1882 con il nome di Suor Maria Provvidenza di S. Gaetano e il 1° maggio del 1884 alla professione dei voti semplici.

Grazie alle sue qualità umane e spirituali, alla sua carità ardente, alla sua fede profonda, alla sua speranza che rendeva visibile nell’abbandono fiducioso alla Provvidenza divina, Suor Maria Provvidenza conquistò la stima dei superiori che le assegnarono, ancora giovanissima, ruoli di guida e di formatrice.

madre-agnese-russoNel 1884, appena emessa la professione religiosa, Don Vincenzo Gargiulo e Madre Maria Agnese dell’Immacolata la chiamano ad assumere l’incarico di maestra delle probande e delle novizie, che portò avanti per otto anni, fino al 1892, con sapienza pedagogica, discrezione, fermezza unita a profondo affetto.

Il 26 dicembre 1891 muore la Fondatrice e Superiora Generale delle Alcantarine, Madre Maria Agnese dell’Immacolata, e con il Capitolo del 1892 Suor Maria Provvidenza viene nominata Consultrice generale. La  nuova Superiora  generale, Suor Maria Francesca D’Uva, il 23 settembre dello stesso anno, d’accordo con il Consiglio, la nomina Vicaria. 

Il 1894 Suor Maria Provvidenza viene trasferita a Roma, all’Ospizio di S. Margherita da Cortona, fondato nel 1879 da Padre Simpliciano della Natività, francescano Alcantarino, che per dirigere l’opera aveva chiesto la collaborazione delle suore Alcantarine.

Con gli anni la convivenza tra le Alcantarine e le “Margheritine”, le suore fondate da Padre Simpliciano, si era resa difficile, generando incomprensioni e disaccordi che richiesero l’intervento della Madre generale, la quale, data la delicata situazione, ritenne opportuno inviare al S. Margherita Suor Maria Provvidenza che aveva sempre dimostrato grande rettitudine morale, ottime e ferme capacità direttive, equilibrio nel valutare e flessibilità al momento opportuno.

 Il bene comune unico movente che mi sprona a sacrificarmi dopo la gloria di Dio"

(Madre Miradio)

Suor Maria Provvidenza restò all’Ospizio di S. Margherita fino al 1896. Spese ogni energia per eliminare le tensioni e rendere più serena la convivenza tra i due Istituti di Suore. Ma non mancarono maldicenze e calunnie, che furono causa per lei di profonda sofferenza. Durante i due anni trascorsi al S. Margherita, conobbe Don Francesco Maria Carisdeo, parroco di Carpino, Foggia, al quale schiude la sua anima. La discreta direzione spirituale di Don Carisdeo è per lei aiuto e conforto. Egli coglie nelle parole e negli atteggiamenti di Suor Maria Provvidenza  sane e salde convinzioni, un abbandono fiducioso alla volontà di Dio, una profonda fedeltà ai valori della sua consacrazione. Intuisce in lei la presenza di un progetto che Dio sta lentamente schiudendo, ma del quale lei non sembra avere ancora consapevolezza. Le propone così di lasciare l’Istituto delle Alcantarine per fondare a Carpino un convento di clausura “Le Adoratrici perpetue del SS. Sacramento”.
Pur non scartando l’ipotesi che quella proposta poteva essere la volontà di Dio su di lei, Suor Maria Provvidenza sceglie di consegnarsi all’obbedienza e si rimette completamente alle decisioni della Superiora Generale la quale la richiama da Roma a Castellammare per inviarla verso la fine del 1896 a Rende (Cosenza).

L’anno seguente fu trasferita come Superiora a Tocco Casauria (oggi in provincia di Pescara) dove trascorrerà quasi quattro anni. In questi anni il pensiero che Dio stava progettando per lei un nuovo cammino fu costante in lei. Allo stesso tempo non riusciva a pensarsi lontana dalla sua Famiglia religiosa, alla quale era legata da profondi sentimenti di affetto, di riconoscenza e dalla comune identità francescana.
Ma sente che non può arrestare l’impulso della grazia che la chiama a realizzare un nuovo progetto.
Così nell’estate del 1900, con Sr Federica Salvatore e Sr Giocondina Armellina, lascia Tocco Casauria e si porta a Carpino accolta da Don Carisdeo.

Suor Maria Provvidenza e le altre due suore vengono richiamate dai superiori a Castellammare per chiarire quanto era accaduto e alla presenza di Mons. Michele De Jorio espone con coraggio e serenità le intenzioni che il Signore le aveva fatto intuire. I superiori si oppongono e lei obbedisce.
Ma cade in un profondo stato di sconforto. Si ammala gravemente, tanto che si teme per la sua vita, e chiede al Vescovo De Jorio di potersi curare in famiglia. Ottenuto il permesso, Suor Maria Provvidenza il 17 gennaio 1901 lascia l’Istituto delle Alcantarine e va a Napoli dalla sorella Vincenza, nata dal secondo matrimonio del padre con Anna Spera. Riacquistate le energie fisiche e la forza interiore, sente che deve riprendere il cammino e che deve realizzare l’opera che il Signore voleva da lei.

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Nel mese di maggio torna a Castellammare dal Vescovo De Jorio e gli comunica la decisione di lasciare definitivamente le Alcantarine e il 22 dello stesso mese, con Suor Federica e Suor Giocondina, torna a Carpino per dare inizio alla Fondazione.
Sebbene attratta dall’ideale di vita contemplativa, l’idea iniziale di fondare un convento di clausura si convertirà in un Istituto di vita apostolica o di “carità attiva” (l’espressione la troviamo in una sua lettera al Cardinale G. Prisco, Arcivescovo di Napoli, Palma Campania, 22 aprile 1919).
Per difficoltà sopraggiunte, consigliata e guidata da Padre Luca De Longis, francescano della Provincia Napoletana S. Pietro ad Aram, primo Direttore dell’Istituto, lascia Carpino e il 2 aprile del 1902, e raggiunge Valle Tufara (BN) dove un parente di Padre Luca aveva fondato un orfanotrofio.

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Qui, nella Diocesi di Benevento, Mons. Paolo Schinosi dà alla nascente Congregazione, denominata Povere Figlie di S. Antonio, il riconoscimento diocesano e il 22 luglio 1uglio dello stesso anno c’è la prima vestizione. Madre Miradio, con le prime compagne, in un atteggiamento di fiducioso abbandono alla Provvidenza e di disponibilità alla Chiesa e ai bisogni della gente, nella semplicità, nella più assoluta povertà di mezzi, dà inizio alla missione di evangelizzazione e promozione umana dei più disagiati e bisognosi, specialmente dell’infanzia e della gioventù.

Il 2 aprile del 1906 chiede ed ottiene da Padre Dionisio Schuler, Ministro Generale dei Frati Minori, l’affiliazione all’Ordine Minoritico.




mons-costa
La sua carità attiva, il suo zelo di apostola e missionaria (a definirla tale è Mons. Alberto Costa, Vescovo di Melfi-Rapolla (PZ) in una lettera del 1926), la sua capacità di dare risposte alle esigenze del suo tempo, permettono alla giovane Congregazione di estendersi in vari paesi del Sud Italia: Cardito, NA, 1902;  Rionero in Vulture, PZ, 1903; Caivano, NA, 1906; Barile, PZ, 1907; Sapri, SA, 1912; Palma Campania, NA e Buonalbergo, BN, 1916; Atella, PZ, 1917; Torraca, SA, 1918; Secondigliano, NA, 1919.





 Tutto è nulla per la gloria di Dio, la nostra santificazione e il bene delle anime”

(Madre Miradio)




Infaticabile pellegrina, operosa nella carità e immersa nella preghiera, Madre Miradio  compone un motto che sarà il programma e il punto forza di tutta la sua vita: “Tutto è nulla per la gloria di Dio, la nostra santificazione e il bene delle anime”. Sulla scia di S. Francesco D’Assisi, ha un grande amore per Gesù Bambino e per il Cristo Crocifisso, coltiva un amore profondo per l’Eucarestia dalla quale prende forza e ispirazione per promuovere uno stile di vita improntato al dono di se stessa. Prende a modello per sé e per le sue figlie  il Cuore di Maria Immacolata, per la quale nutre profonda venerazione.


mons-sarnelli
Ancora adolescente, il Servo di Dio Mons. Vincenzo Maria Sarnelli le aveva detto: “Sarai madre di tanti figli non tuoi”. Sarà proprio questo amore materno, che tanto ha caratterizzato la sua esistenza, che la porterà a prediligere  i piccoli, gli indifesi, i malati, gli abbandonati, gli orfani per i quali, a costo di innumerevoli sacrifici, si lancia in una intensa attività apostolica, aprendo  scuole gratuite e non, orfanotrofi, laboratori, ricoveri per colerosi, per i profughi di guerra. Dovunque un bisogno la interpella, offre la sua disponibilità, attenta  non solo ai bisogni materiali, ma soprattutto alla “formazione del cuore”.

Nel mese di giugno del 1926 fa dono alla sua Congregazione delle nuove Costituzioni. Fu il suo testamento spirituale, prima di consegnare la sua vita a Colui che aveva tanto amato.

Il 15 dicembre 1926, a Secondigliano, Napoli,  anno in cui l’Istituto ricordava il 25° di fondazione, a sessantatre anni chiude serenamente la sua esistenza terrena.

Al suo Istituto lascia l’impegno di testimoniare lo spirito delle Beatitudini nella povertà, nella semplicità, nella carità, nell’abbandono fiducioso alla Provvidenza. E in fedeltà al carisma ricevuto, le Religiose Francescane di S. Antonio, nell’incondizionata disponibilità alla Chiesa e al mondo, continuano a lavorare per la gloria di Dio e a prediligere i più poveri ed abbandonati.




Cronologia essenziale della Serva di Dio
MADRE MIRADIO DELLA PROVVIDENZA di S. GAETANO
al secolo Giulia Bonifacio (1863-1926)
FONDATRICE della CONGREGAZIONE delle POVERE FIGLIE DI S. ANTONIO

icon Cronologia essenziale (38.51 kB)


 

BIBLIOGRAFIA dei testi usati da Madre Miradio

icon Bibliografia (29.49 kB)

 
 
 

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