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Gli scritti


icon Sulle vie misteriose della sua Provvidenza (304.73 kB)      < SCARICA IL FILE


Gli Scritti di Madre Miradio della Provvidenza di S. Gaetano, Fondatrice delle “Povere Figlie di S. Antonio”, contenuti in questa prima raccolta riguardano l’arco di tempo che va dal 1904 al 1926.

Sono stati convenzionalmente classificati come:

-  Lettere
-  Scritti vari

e vengono presentati in ordine cronologico. Gli originali, fotocopiati e trascritti, sono conservati negli Archivi di:

-  Casa Generalizia delle Religiose Francescane  di S. Antonio,  Ariccia (Roma)
-  Curia Vescovile, Melfi-Rapolla-Venosa (PZ)
-  Curia Arcivescovile, Napoli
-  Curia Diocesana, Nola (NA)
-  Curia Generalizia Ordine Frati Minori, Roma
-  Comune di Atella (PZ)

Sono  state avviate ulteriori ricerche anche negli Archivi delle Diocesi di Manfredonia (FG), di Aversa (CE), di Benevento, nell’Archivio Segreto del Vaticano (Roma) e della Curia Generalizia dei Discepoli di Don Giovanni Minozzi (Roma). Il ritrovamento di altri documenti permetterà una seconda raccolta degli Scritti della Madre.


Le Lettere

Per quantità e contenuto, le Lettere  rappresentano la sezione più corposa  degli Scritti.
Il numero maggiore di esse è conservato nell’Archivio della Curia Vescovile  di Melfi-Rapolla-Venosa (PZ).

Le Lettere sono  tutte autografe. Dalla calligrafia si deduce che alcune, pur siglate da Madre Miradio, sono state redatte da altre suore, verosimilmente sotto dettatura, soprattutto nei vari momenti di infermità.

“A me povera creatura manca la parola…" scriveva la Madre a Mons. Francesco Vento, Vescovo di Caserta, nel 1906.

È vero, le Lettere si presentano in un stile sobrio: la scrittura è lineare, il lessico non molto variegato o ricercato (comunque adoperato con una certa maestria e proprietà), indice di una personalità non incline ai formalismi:  qua e là si evidenzia qualche errore ortografico e una punteggiatura non sempre adeguata. Generalmente  il tono è familiare, discorsivo, molto spontaneo e delicatamente colorito. Madre Miradio riesce così in maniera rapida a comunicare notizie, a esprimere opinioni, ad avanzare suggerimenti, a chiedere pareri e consigli, a evidenziare difficoltà, a contrattare condizioni… E con la stessa rapidità irradia profondi  e genuini sentimenti di rispetto, di riconoscenza, di stima e di premura.

Soprattutto nelle Lettere alle Suore trapela un intenso atteggiamento materno, che lascia intuire attenzione e vicinanza sia alle persone che alle situazioni che esse vivono.

Quello che spesso emerge è il ricorrente e insistente interesse per l’Istituto e le Suore, delle quali la Madre non perde occasione di rilevare lo spirito di sacrificio e di servizio con cui operano nelle varie e diverse realtà in cui sono presenti.

Per esse chiede e ad esse assicura continuamente preghiere, benedizioni, incoraggiamento, protezione.

Nonostante tutto, per quanto vi ha profuso della propria esperienza e della propria interiorità, Madre Miradio ha saputo rendere questi Scritti uno strumento utile per l’edificazione del Regno, un segno tangibile della  propria vicinanza  e comprensione, della propria partecipazione di “Madre”.  Non solo per le  sue figlie, ma per  quanti “le vie misteriose della Sua Provvidenza” mettevano sul suo cammino.

Numerosi passaggi nelle Lettere testimoniano di un’esistenza fondata sulla fede, la capacità di saper leggere nelle prove fisiche, morali, spirituali la volontà di Dio ricercata con tenacia ed intraprendenza non comune, il coraggio di difendere, con tutte le forze e con i pochi mezzi a disposizione, il Carisma che il Signore le ha consegnato.

Le parole che leggiamo disegnano, insomma, il profilo di una donna ora forte ora remissiva, ora rigida ora umanamente comprensiva, ora tenera ora esigente, sempre con chiarezza di intenti e di vedute.

Un cospicuo numero delle Lettere di cui finora disponiamo è indirizzato a Mons. Alberto Costa, Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa dal 1912 al 1928.  Da esse traspare la sintonia di animo e il profondo rapporto filiale stabilito con questo Pastore, che è stato particolarmente vicino alla Fondatrice e alla vita e missione dell’Istituto e le ha sempre mostrato interesse e sollecitudine.

Possiamo constatare con quanta semplicità e limpidezza Madre Miradio sottoponeva a Mons. Costa (ma anche agli altri Ordinari delle Diocesi dove erano presenti le altre Case) il suo operare per averne l’approvazione e la benedizione. Nei vari momenti di bisogno dell’Istituto è a lui che ricorre con sentimenti di arrendevolezza, venerazione, stima, ma anche con decisa libertà interiore; a lui si raccomanda per la revisione e approvazione delle Costituzioni, e chiede consiglio per l’esame canonico delle giovani che devono vestire o professare.

Queste Lettere sono molto importanti per conoscere Madre Miradio come persona, come Fondatrice, come figlia ubbidiente della Chiesa.

Nelle Lettere non troviamo … astratte elevazioni, né trattati di vita spirituale, di mistica o altro di simile. Sono scritti “occasionali”, che le circostanze quotidiane dettano: espressioni di gratitudine, quindi, problemi di amministrazione, trasferimenti, difficoltà di salute, chiarificazioni, richieste,  relazioni  fraterne, nuove vocazioni… Pur nella loro apparente varietà, tali aspetti non sono slegati tra loro. Anzi, raccontano il dinamismo ordinario di una vita che si svolge dal di dentro della trama di ogni giorno. Le problematiche sono distillate  in ordine di importanza  e c’è sempre un’apertura fiduciosa alla Provvidenza di Dio.

In alcune Lettere, soprattutto quelle indirizzate a Suor Antonietta Salvatore, Vicaria Generale, troviamo dettagli riferiti ad oggetti, cibi, conti, che ad un occhi superficiale possono apparire futili e banali, ma che in realtà contribuiscono ad arricchire il quotidiano a cui fanno riferimento rendendolo autenticamente reale e donando a chi legge la sensazione di averlo condiviso e di esserne stato partecipe.

Molte Lettere registrano i progressi, le stasi, i problemi relativi a lunghe pratiche per l’apertura e la gestione delle varie case. Ma nonostante questo sono preziosi insegnamenti, raccolti qua e là, come fiori rari su una parete di roccia.

Disseminate tra le varie righe, ci è possibile recuperare alcune espressioni  che, ripetendosi con una certa frequenza, appaiono come il leit-motiv, il punto-forza dell’esistenza e della  spiritualità di Madre Miradio: richiami alla Gloria di Dio e al bene comune, alla volontà di Dio e alla sua Provvidenza, al bene dell’istituto… Soprattutto queste “tracce” vanno interpretate attentamente perché nascondono un tesoro prezioso: semplici frasi o, a volte, anche un solo termine rivelano una grande umanità e una profonda fede.

 

Gli Scritti vari

Gli Scritti vari sono costituiti da documenti quali: dichiarazioni, discorsi, domande, testamento, verbali, brevi note… anch’essi carichi di significato e di vita vissuta nella fede e nel servizio.

In definitiva abbiamo tra le mani non soltanto dei testi, ma una vera e propria occasione per un confronto e una verifica alla sorgente del Carisma originario: come rendere la memoria  di ieri profezia nell’oggi? Alla ricerca di quali criteri per le nostre scelte e di quale stile per le nostre presenze, Madre Miradio nella semplicità delle parole ci risponde ancora con la generosità e il coraggio della sua carità, con la passione per Dio e per l’umanità da redimere ed evangelizzare. Il primo Centenario della Congregazione non potrebbe trovare migliore celebrazione che nell’incessante invocazione alla Santa Trinità di concedere alle “Povere Figlie di S. Antonio” gli stessi tratti della bellezza che hanno caratterizzato la nostra venerata Madre Miradio.

A Madre Maria Goretti Manzo il nostro grazie più riconoscente per aver voluto questo “ritorno alle sorgenti” del nostro Carisma.  Ora siamo meno “povere”: abbiamo ritrovato buona parte del patrimonio,  dell’eredità spirituale della nostra Fondatrice e con esso il suo cuore di Madre.

Suor Tanina Nicolaio
Ariccia, 13 giugno 2001

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